Jennifer Aniston al suo primo ruolo drammatico in “Cake”

maxresdefault[1]Siamo abituati a vedere Jennifer Aniston nei suoi ruoli brillanti, con la sua espressione spensierata e allegra. Adesso l’attrice debutta nella sua prima interpretazione drammatica, in un fil da lei stessa prodotto che in questi giorni è arrivato nelle sale italiane.

Il film, dal titolo poco evocativo e criptico “Cake“, racconta la storia di Claire Bennett (Jennifer Aniston), donna ferita e tormentata che ha accumulato molta rabbia nel corso delle sue vicissitudini. Una donna biliosa che ha chiuso le porte al mondo, ha mandato via il marito, e che rimane affezionata comunque alla sua domestica Silvana (Adriana Barraza), da cui riceve anche consigli.

Claire partecipa da poco a un gruppo di autoaiuto dove incontra altre donne in difficoltà. Durante una seduta viene a conoscenza della storia di Nina (Anna Kendrick), una giovane madre straziata dalle angosce esistenziali fino al punto di togliersi la vita. Claire rimane colpita da questa figura di madre suicida e vorrebbe seguirne le orme e mettere fine anche lei alla propria vita. Incuriosita e stregata dal coraggio di Nina, Claire si reca a casa di questa sconosciuta suicida per conoscere il marito e il figlio. Sarà proprio questa “identificazione” con la giovane suicida a indicarle una strada per uscire dai suoi problemi e salvarsi.

Jennifer Aniston entra in questo nuovo ruolo drammatico in maniera credibile, impersonando l’angoscia e le sue sfumature. Le capacità comiche dell’attrice, lungi dall’essere relegate a un ruolo secondario, ci regalano delle scene in cui il dolore cronico viene stemperato dal sarcasmo e dall’ironia.

Il film è piaciuto poco alla critica, ma sta avendo un buon successo di pubblico. Naturalmente i critici non hanno risparmiato nemmeno la performance, apprezzabilissima, di Jennifer. Caprara definisce il film “nobilmente sgradevole” in cui la “performance auto-martirizzatrice è impressionante, ma i simbolismi sono puerili, i comprimari scialbi e la retorica fa capolino in ogni angolo delle inquadrature” (Valerio Caprara, ‘Il Mattino’, 7 maggio 2015).

Il film tuttavia è stato scelto per partecipare agli Oscar, Jennifer Aniston però non è entrata nemmeno nella cinquina per Miglior Attrice 2015. Potrebbe essere un segno che gli americani mal tollerano i cambiamenti?

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